L'educazione civica e le polemiche sulla designazione degli assessori a Jesi

27.05.2022

Nelle nostre scuole è a partire dall'anno scolastico 1990/91, l'Educazione Civica è stata soppressa come materia di insegnamento ma è stata poi operativamente ripristinata a partire dall'anno scolastico 2019/20.

Quindi, una lunga parentesi, quasi 30 anni di assenza di una formazione ufficiale ed obbligatoria su come funzionino le nostre istituzioni e tanto altro ancora che ...si è fatta sentire!

Tant'è che ce ne accorgiamo anche adesso, nel corso di questa campagna elettorale, in cui ci si sbraccia da più parti per presunti comportamenti legittimi o illegittimi messi in opera da quello o quell'altro candidato sindaco. In particolare - a Jesi - le polemiche vertono sul fatto se sia o meno mandatorio e/o, quanto meno, opportuno rendere noto agli elettori l'eventuale composizione della Giunta in caso di vittoria prima del voto (il primo turno, intendo) oppure solo a proclamazione del vincitore effettuata.

Come vedremo, non c'è una verità istituzionale su questo fatto. Né in un verso né nell'altro. Ma in ciascuna delle due possibilità ci sono precisi contenuti politici.

Ma... andiamo con ordine.

Nel nostro Paese il Sindaco si elegge con il meccanismo elettorale maggioritario (maggioranza dei voti espressi, non quelli degli aventi diritto), articolato in una prima tornata di voto (il 'primo turno') cui partecipano tutti i candidati, e - nel caso al primo turno nessuno superi una data soglia percentuale - un secondo turno che è in realtà un ballottaggio tra i primi due classificati al primo turno.

I candidati al ruolo di sindaco si presentano all'elettorato assieme ai candidati alla carica di consigliere comunale. Questi ultimi si organizzano in liste che possono essere espressione di uno o più partiti in coalizione tra loro oppure non aver alcun partito di riferimento, consistendo nel programma della lista l'unico elemento di aggregazione sia per la lista stessa che per l'eventuale associazione/movimento politico che sottende eventualmente la lista.

Pertanto, i membri di una lista civica o gli iscritti all'associazione/movimento ad essa sotteso possono contemporaneamente essere anche iscritti ad un partito: ma nella loro attività 'civica', trascendono da quell'adesione partitica e fanno riferimento esclusivamente al programma cui hanno aderito e che tiene in piedi associazione/movimento e lista.

Ciò detto, le varie liste che si candidano alla carica di consigliere comunale appoggiano - da sole o cooperativamente - un singolo candidato alla carica di Sindaco. Significa che sono le liste che si aggregano al candidato sindaco, a suo supporto, e non il contrario. Una volta dichiarato formalmente il legame tra candidato sindaco e lista, ogni voto alla lista (con o senza espressione di preferenza per un dato consigliere) è anche un voto per il candidato sindaco.

Il sistema elettorale dei comuni italiani premia la maggioranza. Il Sindaco viene in ogni caso eletto, al primo o al secondo turno con la maggioranza dei voti espressi. Il consiglio deve essere composto da una maggioranza assoluta di consiglieri appartenenti alle liste che hanno appoggiato quel sindaco al primo turno. E questo indipendentemente dagli endorsement successivi al primo turno che le liste che non sono riuscite a promuovere al ballottaggio il proprio candidato sindaco decidono di esprimere per uno dei due contendenti. Si tratta di espressioni che hanno solo valore politico, ma che non cambiano i criteri di proclamazione dei consiglieri eletti che, ripeto, tengono conto di quale candidato è stato eletto e prevedono che i consiglieri delle liste che lo hanno appoggiato al primo turno costituiscano la maggioranza assoluta del consiglio, rispettando un criterio di proporzionalità prima tra i voti di lista e poi, nell'ambito di ciascuna lista, dei voti di preferenza personale.

La governabilità dei comuni è garantita proprio da questi meccanismi di elezione dei consiglieri. Da cui discendono ruoli amministrativi molto chiari.

Il Sindaco. Attua il programma di mandato. Lo fa con l'aiuto di una serie di assessori cui delega diverse aree di attività e poteri decisionali. La scelta degli assessori spetta esclusivamente al Sindaco che se ne assume la piena responsabilità perché è a questi che il sindaco trasferisce per delega poteri operativi che restano comunque di sua pertinenza. Il Sindaco può conferire o ritirare le deleghe agli assessori ogni volta che lo riterrà opportuno, a suo insindacabile giudizio.

I consiglieri. Votano i provvedimenti della Giunta ed hanno con ciò il potere di far proseguire o interrompere l'attività amministrativa. È infatti vero che l'attività amministrativa operativa è del Sindaco per tramite della Giunta, ma ogni atto concreto deve essere sottoposto all'approvazione del Consiglio. Va da sé che se i consiglieri di maggioranza trovano che i singoli provvedimenti portati all'approvazione sono funzionali alla realizzazione del programma di mandato e con esso coerenti, allora li approvano. In caso contrario li respingono. Perché hanno la maggioranza assoluta in consiglio. Ed in ciò si sostanzia la loro principale responsabilità politica ed istituzionale: il presidio del programma elettorale sul quale si è ottenuto il consenso degli elettori.

Va da sé che i consiglieri non fanno solo questo. Siccome anche per loro vale il concetto costituzionale della "libertà da vincolo di mandato", i consiglieri sono liberi di portare alla discussione ed alla votazione del Consiglio provvedimenti che implichino l'impegno del Sindaco e della sua Giunta a realizzare anche azioni non incluse nel programma di mandato. Ma - allo stesso modo - costituisce una precisa responsabilità politica dei consiglieri di non condizionare il loro appoggio agli atti di giunta necessari a realizzare il programma di mandato all'approvazione di queste ultime istanze.

Questi ultimi aspetti del ruolo di consigliere spiegano molto bene il senso della "responsabilità politica" dei consiglieri. La trasparenza di una consigliatura sta anche nella capacità di rendere espliciti e motivati tutti gli atti consiliari, collettivi o dei singoli consiglieri. Che si assumono la responsabilità delle loro azioni e decisioni di fronte alla cittadinanza.

In altre parole, un consigliere o un gruppo di consiglieri di maggioranza può anche tentare di estorcere al sindaco concessioni quanto meno estranee al patto politico che li ha visti concorrere al governo della città: ma sta al sindaco far venire alla luce eventuali circostanze 'fuori ruolo' e tenere la barra dritta sul proprio ruolo e sulle proprie prerogative.

E qui siamo alle polemiche di cui dicevo all'inizio. La compagine di sinistra che appoggia il candidato Firdelmondo ci manda a dire che gli assessori si nominano solo dopo che è stato eletto il sindaco. Noi "civici" che abbiamo ai tempi appoggiato Bacci e che oggi appoggiamo Marasca diciamo che, proprio per rispetto delle prerogative del Sindaco e dei consiglieri e - soprattutto - per la trasparenza verso i cittadini-elettori, è opportuno che il candidato sindaco ce li faccia conoscere prima delle elezioni i futuri eventuali assessori.

Non è una questione di lana caprina. Nessuna norma obbliga a comportarsi in un modo o nell'altro. Ma dichiararsi prima sgombra il campo da qualsiasi logica coercitiva che volesse - una volta eletto il sindaco e stabilito i rapporti di forza in consiglio all'interno della maggioranza che ha sponsorizzato il sindaco eletto - imporre al sindaco i suoi assessori. Sarebbe questo, si, un vulnus politico: consistente l'anomalia nel fatto che ruoli NON responsabili delle conseguenze (i consiglieri ed i partiti politici o le associazioni che sottendono le liste da cui provengono) si arroghino il diritto di esercitare la prerogativa di individuare e nominare gli assessori del Sindaco che invece le responsabilità - politiche e civili - dell'azione amministrativa le porta tutte su di se!

Non scherziamo: sarebbe l'inizio della fine. Il ritorno all'immobilismo ed ai ricatti del passato. La falla che fa entrare gli interessi di parte nell'azione amministrativa e relega in un angolo gli interessi della città e dei suoi cittadini.

Come è già stato per troppo tempo fino a 10 anni fa. Che è esattamente il DOVE di questa città cui non vogliamo tornare.

E noi civici, come con Bacci in questi ultimi 10 anni così con Marasca (speriamo) per i prossimi 10 - diciamo forte e chiaro, senza se e senza ma che... NON CI STIAMO. Al di là di qualsiasi dotta costruzione ci propinino: non ci facciamo impressionare, sappiamo leggere, scrivere e far di conto. La Cultura non è prerogativa assoluta di nessuno, specie quando così grossolanamente ... ostentata!

Punto.

Il resto ... è tutto fumo negli occhi, fumo che passa anche perché... (e scusate se torno al titolo di questo lungo scritto) sono 30 anni che l'educazione civica è sparita dalle nostre scuole!

Capito i danni della formazione cosa sono??????

Alfredo Punzo, candidato consigliere comunale dei Riformisti con Marasca Sindaco - Comune di Jesi
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