Come vanno i confronti tra i candidati sindaco a Jesi?

24.05.2022

Il livello è basso... (R.Pazzaglia)

Ho atteso di assistere anche al secondo incontro tra questi 5 candidati alla carica di Sindaco prima di tirare qualunque conclusione.

Al primo incontro al circolo cittadino... ho pensato fossero tutti abbastanza ingessati, anche dal format televisivo (Vera TV) che non ha aiutato...: per dei non addetti del mondo della comunicazione - come sono i 5 candidati - non deve essere proprio semplicissimo esprimersi compiutamente ed efficacemente in 1 o 2 minuti, davanti ad un pubblico televisivo di concittadini che puoi solo immaginare e di cui ti manca sicuramente il contatto diretto.

Poi, ieri sera, un altro incontro, stavolta al Federico II, un po' più "diretto", organizzato da CONFAPI, l'associazione delle piccole e medie imprese, un contesto con un focus definito, il mondo del tessuto economico della nostra città, fatto di aziende piccole e micro.

Che dire... complessivamente, ne sono uscito abbastanza contrariato. Per la qualità ed i contenuti dell'offerta politica sopratutto. Ma anche per la qualità del confronto.

Mi direte che sono di parte - sono in una lista, i Riformisti x Jesi che sostiene Marasca. Ma, non temete, ce n'è pure per lui perché, che ci crediate o meno, lo sforzo di uscire dalla "parte" con cui sono candidato consigliere è autentico.

Ma andiamo con ordine.

Intanto, l'inconsistenza di alcuni. E mi riferisco - non me ne vogliano - a Paola Cocola e Marco Cercaci. Non li avevo mai consciuti e quindi son partito da zero. Ma, francamente, non ho capito cosa vogliano esattamente fare (e sarei veramente grato a chiunque me lo spiegasse...) al di là di qualche buona intenzione piazzata qua e là di cui però non si intuisce nemmeno lontanamente la necessaria operatività; non ho capito nemmeno cosa rappresentino e chi; e non ho capito persino le motivazioni personali (a parte l'"amore per la città", "L'amor che move il sole e l'altre stelle" di dantesca memoria) a presentarsi candidati per un ruolo che resta (e su questo, pare, siano tutti d'accordo) estremamente rischioso sul piano personale e molto impegnativo sul piano dell'impegno.

Poi ci sono gli altri tre: Lorenzo Fiordelmondo (la sinistra), Antonio Grassetti (la destra) e Matteo Marasca (le civiche).

Di questi candidati, invece, si sa benissimo chi siano e perché si presentino; e si sa pure cosa e chi rappresentino.Ma c'è confusione, tanta confusione, voluta o meno lo vedremo ma ... incontri come questi non aiutano, anzi...

E ho da dire tre cose (beninteso, per chi è interessato...), non come sostenitore di Marasca (ribadisco, liberi di crederci oppure no), ma come cittadino-elettore che a votare... ci sarebbe comunque andato, anche se non mi fossi convinto a candidarmi tra i Riformisti x Jesi.

La prima, su Lorenzo Fiordelmondo. Continua imperterrito, in perfetto stile PD (come 10 anni fa e da questo punto di vista devo riconoscergli quanto meno ... la costanza) nello sforzo titanico di restare il più possibile nell'ambiguità, nel tentativo di non inimicarsi nessuno e nella (non tanto) segreta speranza che ciascuno possa vederlo come possibile terminale positivo per le proprie istanze, dimenticando la storia patria locale, quella recente. Lo capisco (perché no?) e, soprattutto, lo compiango perché non deve essere molto facile restare sempre sul filo della ... "supercazzola d'antani" se è vero (com'è vero ) che poi... qualcuna gliene scappa ... tant'è che si è tradito per ben due volte; sia al Circolo cittadino che al Federico II dove ne ha detta una più "da brividi" dell'altra; rendendo più che palese (almeno alla mia sensibilità civica) ciò che esattamente rappresenta, quella stessa identica roba che fu sconfitta con la svolta civica cui la città volle dare corso 10 anni fa. Perché - udite udite - la prima volta ha detto che "... la politica deve tornare di nuovo nell'ASP" e la seconda, strizzando l'occhio presumibilmente alla platea di piccoli e medi imprenditori rappresentata in sala, che "...è necessario che la politica (o l'amministrazione comunale, non ricordo esattamente ma il senso è lo stesso, temo) torni ad interagire con la finanza del territorio"! Pensate "interagire"!

Che vi devo dire, i brividi di cui sopra mi vengono perché è la prova provata che ... il lupo perde il pelo ma non il vizio! Nel primo caso, l'abitudine inveterata di usare cose importanti e di tutti (come l'ASP) per farci consenso: perché questo è farci entrare la politica nell'ASP; e l'idea di trasformarla in una cosa che possa sia pure lontanamente somigliare alle tragiche "partecipazioni" del passato (tipo Arcafelice o la Fondazione Colocci) a me fa semplicemente venire - appunto - i brividi. Soprattutto per le dimensioni economiche e gli impatti sociali che avrebbe una roba del genere applicata all'ASP... 

Ma la seconda è pure peggio: la città aspetta ancora le scuse della politica che all'epoca "dominava" in città (indovinate quale politica???), scuse dovute perché avrebbe dovuto vedere, sentire, parlare e - soprattutto - intervenire su cosa accadeva in CARISJ e Banca Marche, e magari facendolo avrebbe evitato il disastro, e questi vogliono UN'ALTRA VOLTA stare anche solo "vicini" al credito del territorio?!?!? Ma come ci pensano, dico io....

Il secondo, Antonio Grassetti. Ve lo dico subito: a pelle non mi sta simpatico perché mi costringe istintivamente sulla difensiva per quel suo voler essere troppo approssimativo nei suoi interventi, quasi che rimandare le cose che ha da dire (perché non riuscirebbe a dirle, dice lui...) ad un altro luogo ed un altro tempo potesse far immaginare a chi lo ascolta... qualsiasi cosa. Devo, tuttavia, riconoscergli che, almeno, si presenta in modo esplicito e riconoscibile (in questo rispetto a Fiordelmondo, quanto meno, è più "trasparente") ma è nell'approcciò all'avversario ed agli elettori che mi casca! Perché è scorretto! Racconta balle! E le racconta quando fa finta di non sapere cosa sia il civismo e cosa sia una lista civica, rimproverando all'avversario (Marasca) di voler in qualche modo 'truffare' gli elettori spacciandosi per ciò che non è. Pensate, tutto questo perché nelle liste civiche che sostengono Marasca ci sono (ed è vero, io stesso sono un iscritto di IV) molti soggetti iscritti a diversi partiti. E sottintendendo che il candidato Marasca volesse nasconderla questa cosa, ingannando di proposito gli elettori! Gli e vi chiedo: ma perché, scusa Grassetti per la domanda oziosa, ma tu cosa credevi? Il civismo è proprio questo: persone che si mettono assieme facendo sintesi su un PROGRAMMA CONDIVISO; e che LASCIANO A CASA le proprie scelte di partito proprio perché vogliono tenere lontani dalla politica locale le degenerazioni della politica che sono tipiche dei partiti. Che consistono nell'eterna litigiosità per un pezzetto di potere in più all'interno di ogni singolo partito; o l'eterna lotta tra partiti all'interno delle maggioranze per un pezzetto di visibilità, potere o consenso in più! Una litigiosità ormai molto sopra il livello di guardia se è vero che (e succedeva puntualmente anche a Jesi prima della svolta civica...) ingessa e paralizza la stessa azione amministrativa in cui tutto, ma proprio tutto, dalle scelta degli assessori e delle posizioni apicali della macchina amministrativa per finire alle scelte programmatiche dei bilanci di previsione (che per questo non si approvano mai nei tempi che servono) va continuamente ... contrattato, negoziato, svilito! Fino a fare del sindaco una specie di ostaggio interdetto da qualsiasi decisione autonoma ed esautorato da ogni reale ruolo decisionale che non sia delegare o dare qualcosa a qualcuno! Pigliandosene - tra l'altro - pure la responsabilità!

Il terzo, Matteo Marasca. Qui sono di parte e perciò devo astenermi da giudizi di merito su ciò che va dicendo in giro in ogni incontro ed ogni uscita pubblica: è sufficiente dire che ho condiviso un programma anche se non esaurisce tutte le mie istanze per questa città; ma ne accoglie la gran parte.  In quanto alla persona, lo accusano di di ogni possibile misfatto...: trasformismo (perché nel corso della prima consigliatura Bacci era tra i più agguerriti dell'opposizione PD...), mistificazione (rispetto al civismo, e di questo abbiamo già detto...), opportunismo (si sarebbe imbucato, ad arte e mediante l'ASP, in un percorso civico che non gli appartiene solo per squallido arrivismo) e finanche di essere disposto ad essere per almeno 5 anni in caso di vittoria delle elezioni ... l'avatar di Bacci, una specie di pupo mediante il quale il Massimone jesino potrebbe continuare a fare il sindaco per interposta persona. Vorrei, però, ricordare a Grassetti (che queste cose le ha - amabilmente però - affermate in modo aperto, almeno ha il coraggio delle proprie opinioni), ed anche agli altri  (quelli che la franchezza di Grassetti non ce l'hanno, limitandosi a sussurrare - non ai cavalli . ma agli scarafaggi nell'ombra...)  che... se in questi 10 anni Bacci ha potuto fare il molto che ha fatto è stato solo grazie al civismo, in cui si sa chi ha la responsabilità di eseguire il programma di mandato che si è condiviso in campagna elettorale e, perciò, si sa chi ha l'onore e l'onere di decidere la composizione della giunta e le posizioni apicali della macchina amministrativa; e si sa pure chi deve presidiare in consiglio che il sindaco e la giunta attuino il programma che tutti assieme - RINUNZIANDO ALLE NOSTRE IDENTITA' POLITICHE PUR DI FARE SINTESI SU QUALCOSA DI FATTIBILE PER LA CITTADINANZA - abbiamo "venduto" alla cittadinanza in campagna elettorale. Si chiama ORDINE e DISCIPLINA civile, ciascuno nel suo ruolo: INDISPENSABILE PER GOVERNARE E FARE LE COSE CHE CI SI E' PREPOSTI DI FARE! Il resto... è fuffa!

In quanto ai giudizi sulla persona, beh, ognuno si tenga le sue opinioni: io stesso una dozzina di anni fa ho fatto lo stesso percorso - tradendo un'appartenenza trentennale: ... solo gli imbecilli ed i cretini non hanno mai dubbi e non cambiano mai opinione; e solo gli 'schiavi dentro'  "appartengono" per sempre a qualcosa o a qualcuno! A costoro dico che ... non è mai troppo tardi. Persino per loro!

Cos'altro aggiungere: un auspicio per i prossimi confronti! Che è il seguente.

Se vogliamo dare una mano a chi il 12 di Giugno verrà chiamato a scegliere e che da tempo diserta le urne, beh, temo non ci sia altro da fare che ....parlare dei programmi. Intendo non della "supercazzola d'antani" che ci snocciola ogni volta Fiordelmondo o delle fake news buttate lì con la nonchalance artatamente ingenua, grossolana ed ammiccante dal simpatico Grassetti, ma ... delle cose che si vogliono fare. Del perché le si vuole fare. Del come e del quando si ritiene di poterle fare. E di parlarne in maniera ... comprensibile da tutti.

Servono incontri - più d'uno - focalizzati su non più di due o al massimo tre temi. In modo che ci sia il tempo per interventi compiuti ed argomentati; e per le repliche, cazzo! Con moderatori all'altezza del ruolo, che siano capaci di renderli... costruttivi questi confronti. E, magari, con dei candidati che ci facciano vedere anche un po' di ... sangue e passione. E qui c'è un severo monito proprio al mio candidato, Matteo Marasca a cui dico: va bene la moderazione ma ... quando scendono in campo le cazzate... tocca incazzarsi! Sennò la gente non capisce e anche un solo voto perso perché  le cazzate han prevalso sulla Politica, beh,  è un fatto intollerabile!

Insomma, confronti un po' più "veri", per far capire agli elettori i reali termini della scelta che, se sapremo coinvolgerli, si troveranno a fare il 12 di Giugno. 

Difficile? Non mi pare. In un mondo normale, sarebbe ... la normalità!

Staremo a vedere...

Alfredo Punzo, candidato consigliere comunale dei Riformisti con Marasca Sindaco - Comune di Jesi
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