Trascorsi Politici

La mia idea di Politica

In Politica...

Devo ammettere con un certo disappunto che - al contrario dei miei giorni "porticesi", quelli della "meglio gioventù" - per la maggior parte del mio tempo vissuto a Jesi la politica non è stata sicuramente il centro dei miei interessi, predominando senz'altro il lavoro e la cura della famiglia. Devo dire pure che questo ritirarsi sul "privato" a discapito del ruolo sociale che ciascuno di noi, volente o nolente, ha la responsabilità civile di ricoprire adeguatamente è molto comune tra quelli della mia generazione. Probabilmente, è proprio questo atteggiamento di eccessiva delega senza controllo - per intenderci, quello di chi si limita a recarsi puntualmente a votare ad ogni tornata elettorale - ha contribuito in modo non marginale a determinare lo stato attuale della politica, infestata come non mai dai "mediocri" di ogni provenienza ed estrazione. Accomunati tutti dal non mettere sicuramente il "servizio" in cima alle proprie motivazioni per lo "stare in politica" quanto, piuttosto, l'idea di "appartenenza", per tutto ciò che può venirne in termini di vantaggi personali, grandi e piccoli. Tant'è che.... i risultati son quelli che sono!

Se proprio devo appiccicarmi delle etichetta politica, la mia Visione di Società è ispirata a principi e punti di vista che mi collocano tra i "progressisti" di questo Paese. La mia azione politica è ispirata, infatti, ad un forte senso della Solidarietà e della Democrazia a garanzia delle possibilità che chiunque deve poter avere in questa società. E la Solidarietà e la Democrazia sono concetti cui attribuisco il particolare valore di "principi guida" non derogabili e non negoziabili, gli unici sui quali si possa fondare la convivenza civile e la coesione sociale pur nel rispetto delle ambizioni e delle capacità dei singoli.

E sono senz'altro un "moderato", perché profondamente convinto che la propria Visione dovrà comunque "vedersela" e, soprattutto, "convivere" costantemente con quella degli altri di cui non potrà mai fare a meno perché il confronto è il sale della vita sociale; come sono convinto che il governo di una comunità - piccola come il nostro comune o grande quanto l'intero Paese, poco importa - resta comunque il risultato di un compromesso democratico, quello che emerge di volta in volta dalle scelte elettorali di tutti. E che l'Inclusione politica e sociale nei diritti e nei doveri sia l'unico valore in grado di "cementare" una comunità fatta di soggetti diversi per interessi e aspirazioni e darle un'identità solida e duratura.

Insomma, la sindrome del 51% - il poter fare a meno di chi non la pensa come noi - non fa parte della mia cultura sociale né, tantomeno, politica; quella del 51% (o di qualsiasi altra percentuale in grado di produrre lo stesso effetto...) è un'esigenza da NON perseguire anzi, è una cosa che non potrei che "temere", chiunque riuscisse a farla diventare realtà. E questo varrebbe anche se fosse la mia stessa Visione a prevalere sulle altre in maniera così netta.

Allo stesso modo, mi fa orrore la politica quando smette di essere "servizio" per ridursi a interesse personale o interesse particolare di gruppi e congreghe assortite, perché è esattamente questo che porta alla disgregazione di qualsiasi idea di "comunità".


Trascorsi politici

Beh, nei primi anni da adulto ho fatto parte della sinistra degli anni 70 e 80: a quell'età si tende ad essere estremi, sicuramente non moderati e le questioni si tende ad approcciarle in maniera netta e - sopratutto - si è molto poco propensi al "compromesso" di cui - sicuramente - a quell'età non si riesce nemmeno a cogliere il profondo valore civile!

Poi - col tempo che passa - si impara sempre più che stare con gli "altri" da noi e dalla nostra Visione di società è NECESSARIO. Diventano allora importanti valori come la coesione sociale ed il compromesso: e si apprezza la capacità di accettare e confrontarsi con la "diversità di vedute", in un a parola, la Politica.

Ho speso la gran parte di miei anni a Jesi occupandomi della mia famiglia e concentrandomi sul mio lavoro, esaurendo in tal modo e per molti lustri quasi del tutto le mie risorse personali. Aver in qualche modo abusato della delega politica - peraltro anche poco 'pensata' - è una responsabilità che condivido con gran parte della mia generazione e che - ne sono convinto - è uno delle concause della degenerazione della cultura e del sistema politico del Paese. Ed è il periodo in cui ho votato prevalentemente a sinistra anche se con sempre minor convinzione per un'area politica che mi ha rappresentato progressivamente sempre meno. Fino a che (ormai una dozzina di anni fa almeno) ... ho smesso!

Resto sempre un progressista moderato: la Solidarietà e la Democrazia sono i miei valori fondanti; ed il confronto delle idee l'unico metodo in grado di costruire una Visione di Società ed un Progetto politico con essa coerente, intorno al quale coagulare il consenso necessario. Un consenso che, tuttavia, come ormai credo di aver imparato..., non deve e non può essere mai "per sempre" ed "a prescindere": al contrario, è la "liquidità" la sua caratteristica civile più preziosa. Perché proprio come l'acqua - che va sempre dove c'è ...pendenza - deve portarci verso la Visione di Società a cui aspiriamo. Non è indubbiamente un consenso "facile" perché va confermato e conquistato ogni singolo giorno con quello che concretamente si fa: ma esprime  vitalità politica, che poi - a pensarci bene - è la vitalità civile di una comunità!

E' così che oltre 10 anni fa decisi insieme ad altri di dar vita nella mia città ad una lista civica per eleggere il sindaco: il risultato fu ... Massimo Bacci Sindaco a Jesi (sono stato eletto consigliere di maggioranza nella prima consigliatura BACCI), che ha fatto fare a questa città importanti passi in avanti, cambiandone aspetto e prospettive.

Per me la strada resta ancora quella....

Alfredo Punzo, candidato consigliere comunale dei Riformisti con Marasca Sindaco - Comune di Jesi
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